venerdì 17 giugno 2011

La democrazia, quella falsità

Hermann Bellinghausen, La Jornada 24/02/2011 (traduzione su Carta 03/03/2011)



In ogni tipo di Paese, di prima o terza classe non fa differenza, in questi giorni si estende la certezza, a scala esplosiva, del fatto che da troppo tempo viviamo con un concetto falso, ipocrita e ingannevole concetto di democrazia [e del suo delizioso cognome: occidentale]. Da nessuna parte, è noto, comanda il popolo, nemmeno nelle nazioni civilizzate, dal Wisconsin a Milano. E non è più solo nelle strade della Grecia o dell’Egitto che si cuociono fave [espressione idiomatica che sta, più o meno, per «tutto il mondo è paese», ndt].


Troppo tempo. Troppo abuso. I grandi consorzi mondiali, che sono certamente pilastri e garanti della «democrazia» nel mondo libero, non vacillano nello spianare le foreste dell’Ecuador. Le imprese maggiori, transnazionali, transcontinentali, sostengono i governi perfino

mercoledì 8 giugno 2011

Se l’Africa ha il mal d’Europa

Lavorare non è un bene per il pianeta!

Philippe Godard, traduzione di Luisa Cortesi - rivista anarchica anno 41 n.361 aprile 2011



N
el 1992, il Vertice della terra svoltosi a Rio de Janeiro aveva tentato di seppellire l’ecologia come movimento politico, facendo credere che i vari tipi di inquinamento – all’epoca tema centrale in campo ecologico, che spaziava dall’inquinamento industriale e agricolo fino all’inquinamento nucleare – sarebbero stati riassorbiti, perché gli Stati si impegnavano a occuparsene. Alcuni ci hanno creduto, a cominciare da numerosi ecologisti che, di conseguenza, hanno abbandonato qualsiasi critica al sistema produttivo e si sono allineati alle visioni capitaliste del progresso, della crescita “verde”, dell’industria pulita e dell’agricoltura razionale. Quindici anni dopo, nel 2007, il Gruppo internazionale di esperti sul clima e Al Gore (!) hanno ricevuto il premio Nobel per la Pace; da quel momento l’ecologia è diventata di nuovo molto di moda…
Eppure non è successo granché in tutti questi anni

lunedì 6 giugno 2011

Decrescete e demoltiplicatevi

Maurizio Pallante, Carta 28/05, 19 agosto 2005



I soldi sono la cosa più importante della vita?
Beh, veramente è più importante la salute. Se non stai bene, come puoi goderteli? E la salute non si compra. Anche l'amore è importante e non si compra. Però, se ci sono la salute e l'amore, più soldi si hanno, meglio è.
Più soldi si hanno, meglio è solo se non sai fare niente di quello che ti serve per vivere e devi comprare tutto. Ma se autoproduci almeno una parte dei beni di cui hai bisogno, non devi comprare tutto e i soldi non sono tutto.
Più si autoproduce e meno hanno importanza.

Nel 1971 Silvano aveva trentacinque anni e già ne aveva passati in fabbrica più di venti. Da ragazzo aveva fatto i corsi di formazione professionale serali dai salesiani ed era diventato manutentore. Non era tra gli ultimi come quando era arrivato dal paese in città. Viveva con sua moglie in un palazzone di periferia, due camere e cucina con le finestre affacciate sopra uno stradone di scorrimento

storia di un paradigma

 Luca Evan Giustini, Orbita Libera

Giochino del giorno: cosa hanno in comune Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani?
Ovviamente a prescindere dalla loro natura di esseri umani.
Aiutino: la cosa che li accomuna è la stessa cosa che accomuna destra e sinistra.
Qualcuno potrebbe storcere il naso dopo questa affermazione, ma non c’è nessun affronto a nessuno qui.
La risposta al giochino è: l’ideologia di fondo, o meglio il paradigma nel quale sono nati.
E con loro tutti noi.
Chiaro?
Forse non a tutti.
Probabile che una precisazione sul concetto di paradigma possa essere utile.

Detto in modo semplice un paradigma è un pensiero che si pone come basilare, cioé come modello di riferimento, e che quindi determina il campo entro il quale si procede con la ricerca e la riflessione, che possono essere estese a diversi ambiti.

domenica 5 giugno 2011

l'illusione egotista

Graham Lawton, New Scientist, Gran Bretagna
Trad. by Internazionale 


Dall’abilità al volante all’aspetto 
fisico, e all’intelligenza: la 
maggior parte delle persone 
pensa di essere migliore della 
media. Ma è solo un’illusione 
che ci aiuta a vivere meglio.


Come guidate? Se siete nella media, probabilmente pensate di guidare piuttosto bene. Uno studio ha rivelato che il 74 per cento degli automobilisti è convinto di essere più bravo della media. E chi ha avuto un incidente è un po’ più sicuro delle proprie capacità di chi non ne ha avuti. Ovviamente tutto questo non rilette la realtà. A meno che non ci sia un manipolo di guidatori davvero pessimi, non possono essere tutti più bravi della media.

Quando si chiede alle persone di giudicare i loro pregi – competenza, intelligenza, onestà, originalità, affidabilità e molti altri – quasi tutte si collocano sopra la media. E con i difetti succede la stessa cosa: la maggior parte pensa di averne meno della media. Quest’illusione egotistica è stata chiamata “effetto del superiore alla media”. E la maggioranza è convinta di essere meno propensa della media ad avere un’alta opinione di sé.

Mens sana




Ginnastica mentale

Michael Bond, New Scientist, Gran Bretagna

trad. by Internazionale



  • 2 maggio 2011
  •  
  • 19.00

Gli scienziati cercano le prove degli effetti salutari della meditazione. Le ultime scoperte sono incoraggianti: aumenta la concentrazione, riduce il dolore, rafforza i legami emotivi.
Molti considerano la meditazione un modo esotico di sognare a occhi aperti o un facile rimedio allo stress. Dovrebbero provarla. È piuttosto difficile, almeno all’inizio: al mio primo tentativo, invece di concentrarmi sul respiro e di lasciar andare tutto quello che sorge nella mente, come diceva il mio sorridente maestro tibetano, sono stato distratto da una serie di pensieri angoscianti e poi mi sono addormentato. A quanto pare, ai principianti succede spesso.
I meditanti esperti, però, assicurano che vale la pena di insistere. “Con l’esercizio possiamo trasformare la nostra mente, superare le emozioni negative e far svanire le sofferenze”, spiega il monaco buddista Matthieu Ricard. “Le tecniche di meditazione buddista sviluppate nel corso dei secoli possono essere usate da chiunque. Servono solo entusiasmo e perseveranza”. Sembra tutto molto allettante, ma cosa dice la scienza al proposito?

venerdì 3 giugno 2011

La7 e le sue ragioni

Giorgio Meletti,
Il Fatto, 05-06-1111
Telecom conferma la vendita della tv mentre insegue le star di Saxa Rubra. De Benedetti: “Nessun interesse”

Carlo De Benedetti fa sapere che i contatti per l’acquisto del pacchetto di maggioranza di La7 sono frutto della fantasia del numero uno di Telecom Italia Media,  Giovanni Stella. Il quale, richiamato al rispetto di alcune leggi vigenti dal suo capo, Franco Bernabè, ha a sua volta precisato che la trattativa con il gruppo L’Espresso è “solo una delle tante ipotesi menzionate nel quadro del processo di valorizzazione della società al vaglio del management che, fra l’altro, non ha definito un orizzonte temporale relativo a eventuali operazioni straordinarie”.

Nel gergo valido per la Consob, arbitro dei mercati finanziari che sanziona non solo le azioni ma anche le parole improvvide,  “valorizzazione” significa vendita. In pratica la precisazione si limita a ritirare, rispetto alle dichiarazioni rilasciate ieri al Fatto, la data di fine 2011 per il completamento dell’operazione: una data troppo esatta e vincolante.

giovedì 2 giugno 2011

In media veritas?

Noam Chomsky, "I cortili dello Zio Sam"(estratto)

 

Sia che si definiscano "liberal" oppure "conservatori", i principali media sono grandi aziende, possedute da (e strettamente legate a) società ancor più grandi. Come altre imprese, vendono un prodotto a un mercato.
Il mercato è quello della pubblicità, cioè di un altro giro d'affari. Il prodotto è l'audíence. I media più importanti, quelli che stabiliscono le priorità a cui gli altri devono adattarsi, vantano un prodotto in più: quello di un pubblico relativamente privilegiato.

Abbiamo quindi delle grandi imprese che vendono un pubblico piuttosto benestante e privilegiato ad altre imprese. Non stupisce che l'immagine del mondo che esse presentano rifletta gli interessi ed i valori ristretti dei venditori, degli acquirenti e del prodotto.