Hermann Bellinghausen, La Jornada 24/02/2011 (traduzione su Carta 03/03/2011)

In ogni tipo di Paese, di prima o terza classe non fa differenza, in questi giorni si estende la certezza, a scala esplosiva, del fatto che da troppo tempo viviamo con un concetto falso, ipocrita e ingannevole concetto di democrazia [e del suo delizioso cognome: occidentale]. Da nessuna parte, è noto, comanda il popolo, nemmeno nelle nazioni civilizzate, dal Wisconsin a Milano. E non è più solo nelle strade della Grecia o dell’Egitto che si cuociono fave [espressione idiomatica che sta, più o meno, per «tutto il mondo è paese», ndt].
Troppo tempo. Troppo abuso. I grandi consorzi mondiali, che sono certamente pilastri e garanti della «democrazia» nel mondo libero, non vacillano nello spianare le foreste dell’Ecuador. Le imprese maggiori, transnazionali, transcontinentali, sostengono i governi perfino




